Funkyzdaure
Innanzitutto noi ci sentiamo zdaure dentro.
Le zdaure, dette anche arzdore, nella cultura emiliano-romagnola sono le brave massaie, le reggitrici della casa, attente a ogni minimo dettaglio casalingo, donne che dedicano una cura particolare alla selezione di cosa ci sta dentro al frigo, a come questa “cosa” arriva dentro al frigo e a come la si può rielaborare in modo che il risultato sia una cucina di qualità in senso lato.
Da anni io e la mia socia ci destreggiamo tra i fornelli animate dall’amore per la cucina intesa come luogo in cui esprimere la fantasia, la creatività, la sensualità ma intesa anche come momento per rivendicare un approccio verso la tavola in controtendenza rispetto alla logica commerciale del mercato e in opposizione alla propensione del mondo di oggi verso un’omologazione dei sapori.
Ma oltre a questa natura innata da zdaure siamo anche irrimediabilmente funky. Il risultato è una versione moderna di quelle zdaure un po’ troppo maniache della perfezione e ossessive nella gestione della casa (non abbiamo centrini nel frigo o soprammobili-bomboniere sui mobili) e un po’ demodè nell’abbigliamento (non indossiamo le fly-flot e nemmeno il grembiule ricamato all’uncinetto).
Essere funky per noi vuol dire essere estrose, istintive, stravaganti, diverse, imprevedibili, libere di cervello; significa ignorare le convenzioni e a volte andare controcorrente, pur seguendo il proprio spirito, ed essere costantemente fiere di questo atteggiamento.
Funky è un aggettivo che deriva da funk, parola che a sua volta sembra derivare da una parola africana (Africa Centrale, Congo e Angola per la precisione) che significa "forte odore corporeo". L'aggettivo "funky" cominciò ad essere usato negli anni trenta fra i musicisti che si ritrovavano in Congo Square a New Orleans in riferimento all'odore degli schiavi negri che partecipavano alle Jam Sessions.
A partire dalla fine degli anni ’60 poi il funky iniziò a affermarsi come genere musicale, mantenendo sempre nel corso delle sue evoluzioni e delle diverse tendenze la sua accezione autentica, originale e libera di inibizioni.
Essere funky e zdaura quindi significa saper fare tesoro del patrimonio delle zdaure, un patrimonio fatto di segreti, strategie in cucina, saperi ereditati negli anni, ricette secolari, tradizioni, ma che viene re-interpretato in chiave post-moderna.
Come nell’ambito musicale il funky è un'attitudine, prima di essere una tecnica che si può studiare e riprodurre meccanicamente, cosi nella nostra cucina. Se il funky è profondamente radicato nella cosmologia africana e riprende da essa l'idea che le persone siano create in armonia con i ritmi della natura e che quindi libera espressione equivalga a salute mentale e fisica (Rickey Vincent nel suo libro "Funk - the music, the people and the rhythm of the one") così essere FunkyZdaure significa essere massaie rispettando i ritmi della natura, in contrapposizione alla predilezione del mondo occidentale per la formalità e l'auto-repressione, per il mantenimento della razionalità e del moralismo.










